Settecento anni...

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Se solo a scuola (tutte in tutte le scuole, non solo in Italia) si riuscisse a far pensare a Dante non come ad un pesante e noioso argomento di studio, ma come ad un uomo del suo tempo straordinariamente vicino a noi, politico di fine pensiero, che non ha disdegnato di combattere (anche in senso non metaforico) e che ha pagato per le sue scelte.

Se si riuscisse a far capire ai ragazzi di oggi come un cattolico,  nato nel 1265,  potesse essere democratico e aperto, per nulla integralista.

Se ogni giorno fossero rilette - da giovani studenti e da adulti maturi o presunti tali - le feroci battute di Dante su chi utilizzava il denaro e il potere solo per il proprio interesse;  Dante, che  ha scritto versi di una forza incredibile, che dovrebbero ferire ancor oggi i troppi cialtroni, portaborse, corrotti o semplicemente giullari che fanno della propria posizione, a tutti i livelli e in tutti i campi, un vantaggio solo personale, ammorbando la politica e la società.

Se solo ci si fermasse a pensare che, settecento anni dopo, non è cambiato nulla di nulla.

Dante, un Italiano che il Mondo conosce e ci invidia: emblema di come l'Italia potrebbe essere, se tutti ci sentissimo Italiani solo per il fatto di poter leggere così analiticamente anche la realtà odierna, attraverso i suoi occhi...

IL DIRIGENTE SCOLASTICO
prof. Claudio Lafranconi